domenica, Febbraio 25, 2024
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Da Lucca a Varese alla Magliana, dilaga il saluto romano sdoganato dalla Cassazione

Piazze, scuole, stadi, persino municipi: dalla sentenza del 18 gennaio, interpretata come un “liberi tutti”, si moltiplicano gli episodi

Non è passato nemmeno un mese, ma gli effetti sono già plasticamente visibili: e sembra di assistere a qualcosa di simile a un “tana liberi tutti”. In un clima da laissez-faire. Il saluto romano, dal 18 gennaio, sta dilagando in Italia. Piazze, scuole, stadi; persino municipi, come accaduto a Varese sabato scorso in occasione del matrimonio nero di un militante dei neonazisti Do.ra. – ad officiare il rito civile, con tanto di fascia tricolore, c’era il capo del gruppo (condannato per apologia di fascismo e odio razziale). Che succede? Semplice. Ciò a cui stiamo assistendo pare la conseguenza, prevedibilissima, e dunque “non impazzita”, della sentenza con cui la Cassazione, tre settimane fa, ha stabilito che il braccio teso caro a Mussolini e a Hitler costituisce reato ma solo se e quando nel contesto in cui viene fatto c’è il concreto rischio di ricostituzione del disciolto partito fascista. Rischio che, nelle commemorazioni, generalmente non sussiste. Il pronunciamento dei giudici ermellini aveva fatto esultare i gruppi neofascisti, in primis CasaPound, ovvero gli organizzatori della controversa parata di Acca Larentia. “Continueremo a farlo”, aveva promesso il portavoce del movimento Luca Marsella. Parole che, se rilette contestualmente al comunicato provvisorio della Cassazione, non solo lasciano intendere in…


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