mercoledì, Aprile 24, 2024
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Non è tutta fibra quel che luccica. La città non ancora cablata

“A Milano restano alcune zone, penso a Corvetto, in cui si deve fare ricorso all’Adsl. Più grave è la situazione nell’area metropolitana, in particolare nel sudovest, dove spesso manca il servizio”, dice il direttore di Api Stefano Valvason

La città più cablata d’Europa è forse uno dei fiori all’occhiello dell’amministrazione Albertini di cui l’ex sindaco va più fiero. Una complessa operazione finanziaria che mise insieme pubblico e privato nel ’99 portò alla realizzazione di 275 mila km in fibre ottiche, 212 ogni mille abitanti, più del doppio rispetto alla media italiana. Dopo vent’anni quel record si è un po’ logorato, come dimostrano le lamentele di una quota di imprese che, spinte dal caro prezzi, cercano spazi in zone periferiche in cui non sempre è agevole usufruire della banda larga. Spiega al Foglio Stefano Valvason direttore di Api: “Restano alcune zone, penso a Corvetto, in cui si deve fare ricorso all’Adsl. Più grave è la situazione nell’area metropolitana, in particolare nel sudovest di Milano, dove spesso manca il servizio”. Con conseguenze pesanti per chi fa impresa: “Una linea dedicata costa 20 mila euro l’anno, non poco per imprese di piccole dimensioni. Se la rete non è veloce sono a rischio non solo le commesse di un’azienda ma lo sviluppo di un settore importante come industria 4.0”.


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