domenica, Febbraio 25, 2024
HomeRegioniRomaSuburraeterna, ovvero la glamourizzazione del crimine romano

Suburraeterna, ovvero la glamourizzazione del crimine romano

Roma non è la trama di un poliziottesco, non ha più quella manichea separazione tra una silente maggioranza di probi cittadini che assistono inermi su un bus all’ennesimo atto di violenza e una porzione di criminali selvaggi, sadici, disposti a tutto e dai volti caratterizzati da una deriva lombrosiana, non è più la città degli inseguimenti rocamboleschi e accelerati alla Stelvio Massi o alla Umberto Lenzi, non più isola infranta dai modi spicci di Maurizio Merli o dalla strascicata, popolana e mefistofelica ingordigia del Tomas Milian criminale. Roma ormai è Las Vegas delle bande di strada e di un crimine che per quanto organizzato rimane quello primordiale delle “batterie” di rapinatori, divisi in una geopolitica romanesca di rioni e quartieri, con bulli dal coltello facile trasformati geneticamente in epigoni sofoclei di un perenne romanzo.


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